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Quaderni Tecnici - Aikitaiso
Spesso si confonde l'aikitaiso per un momento di ginnastica e
altrettanto spesso, purtroppo, lo si sostituisce con ginnastica
di potenziamento.
L'aikitaiso è un momento molto particolare in cui si applica uno studio
su di noi, sul nostro corpo, sulle nostre emozioni, sulle energie che
circolano dentro di noi e sullo scambio d'energie che abbiamo
con il mondo che ci circonda.
La sequenza dei movimenti non è una semplice ginnastica è
importante, dunque, praticarla nell'ordine esatto, con il giusto
numero di ripetizioni cominciando sempre da sinistra, salvo che per
kubi no undo (esercizi per il collo) dove si parte da destra, e
portarla fino in fondo.
Anche l'aikitaiso, come l'aikido, è diviso in
tre parti caratterizzate dalla posizione del praticante: in piedi,
in seiza e seduto o sdraiato.
La prima parte è la più spirituale, la seconda riguarda
l'interazione emozioni e corpo e la terza è rivolta agli aspetti
energetici posturali.
Il respiro
La prima forma d'energia con cui veniamo
a contatto quando nasciamo e l'aria. Si nasce con un'inspirazione e il
nostro ultimo atto terreno sarà un'espirazione.
L'eccitazione emotiva influisce sul ritmo del respiro, dato che il nostro
scopo è controllare e calmare la mente, è molto
importante che impariamo a controllare il respiro.
Per il Maestro Savegnago è importante che la respirazione si adatti al
lavoro che stiamo compiendo e quindi, se dobbiamo portare
vicino a noi dobbiamo inspirare mentre se allontaniamo dal nostro centro
dobbiamo espirare. Ricordando che nella fase di trattenimento dell'aria nei
polmoni l'energia si diffonde in tutto il corpo mentre nel trattenimento a
polmoni vuoti si sperimenta la percezione "del nulla", dobbiamo
stare attenti che il momento di inspirazione sia lungo mentre l'espirazione
sarà più breve.
È secondo questi principi, per esempio, che nasce il Kiai
(espressione diaframmatica e vocale dell'energia): il momento in cui deve
essere espresso l'atemi è così breve che l'espirazione deve
essere compressa in un tempo così piccolo da provocare una
esplosione.
Shinkokyu
La pratica dell'Aikitaiso comincia con lo Shinkokyu
Shinkokyu significa "inspirare lo Spirito",
manifesta l'aspetto spirituale dell'Aikido e lo mette in moto.
Rispettando gli insegnamenti del maestro Savegnago non ci inoltriamo in una
spiegazione che deve essere data su richiesta dei praticanti.
Shinkokyu inizia con una breve meditazione in piedi, poi si conducono
entrambe le mani davanti al petto con le dita rivolte verso l'alto.
Ora si aprono quattro volte a 180 gradi le braccia ed ogni volta le
si riunisce in un battito di mani.
Si esegue il tutto altre due volte, e poi ancora una
breve meditazione. Segue poi la pratica del Tori Fune.
Tori Fune
Si comincia con la prima forma del Tori Fune.
La gamba sinistra è spostata in avanti, le braccia partono dalle anche
e sono proiettate in avanti fissandosi sotto la linea delle spalle.
La gamba dietro spinge verso terra, è tesa e il tallone non si
solleva. La gamba avanti si piega, il tratto dalla caviglia al ginocchio
è verticale la coscia obliqua.
Il primo Tori Fune si esegue con
tempo jo, ragion per cui si deve effettuare lentamente ed in statica. Rispettando
il ritmo dell'esercizio si pronunciano le sillabe "O...Ei".
Quindi si passa al Furi Tama.
Il secondo Tori Fune lo si esegue portando avanti la gamba destra ed al
tempo ha, la forma più omogenea.
Quindi va effettuato più velocemente ed in maniera più fluida
rispetto al primo. Eseguendolo si pronunciano a ritmo le sillabe
"Ei...Iei".
Quindi si passa al Furi Tama.
Al terzo Tori Fune la gamba sinistra è nuovamente avanti,
tuttavia il terzo Tori fune si distingue dai due precedenti poiché
si esegue con tempo kyu, il più veloce
Nei primi due movimenti Tori Fune
si erano mossi braccia e corpo sincronicamente avanti ed indietro;
adesso invece si altera il movimento; il corpo si sposta in avanti e le
braccia all'indietro effettuando dunque un movimento contrario.
Così facendo si pronunciano le sillabe "Sa...Ei".
Il terzo Tori fune va effettuato più velocemente dei due precedenti,
bisogna cercare di introdurre una certa energia nell'esecuzione dell'esercizio.
Attraverso le varie sillabe si continuano a produrre diverse oscillazioni.
Si riesegue il Furi Tama.
Furi Tama
Al Tori Fune segue il Furi Tama.
Così facendo si portano le mani davanti allo hara e le si mette
l'una sopra l'altra con i palmi a contatto, facendo attenzione che la
sinistra sovrasti la destra. Ora si inizia a muoverle leggermente
disegnando un piccolissimo cerchio davanti allo hara.
Il Furi Tama serve alla purificazione spirituale, alla distensione e allo
scioglimento. Tradotto significa "scuotere lo spirito".
Proseguo
Dopo l'ultimo battito di mani le stesse
vanno distese verso l'alto e cosi facendo si intersecano le dita. Poi con un Kiai
si portano le mani davanti allo hara. Questo gesto simboleggia l'assunzione
d'energia cosmica dall'universo e l'appropriazione di tale energia da parte del proprio
centro.
In seguito si riaprono le braccia a
180° e si richiudono - qui i dorsi delle mani e le punte delle dita indicano verso il
basso. Questo movimento d'apertura e di chiusura avviene lentamente così come lenta deve
essere la respirazione. Dette aperture e chiusure di braccia avvengono tre volte e
rappresentano Ura e Omote.
Poi si volgono le mani verso l'alto facendo vibrare mani e braccia e
cercando di portare questa vibrazione fino allo hara.
Dopo la resa di energia col Tori Fune questo movimento simboleggia ora
il totale rifornimento di energia. In seguito si lasciano cadere le braccia e le si scuote
potentemente per scioglierle.
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