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Aikido - Forme
L'Aikido per tradizione si articola su tre modi di lavorare e tre ritmi
diversi:
- troviamo innanzitutto lo studio delle tecniche a mani nude con
le varianti in suwariwaza (in ginocchio),
in han-mihantachiwaza (uno in ginocchio l'altro in piedi) e in
tachiwaza (entrambi in piedi)
- tecniche di Jo (bastone)
- tecniche di bokken (spada di legno)
Lavorare a mani nude rappresenta la libertà di muoversi, mentre le
tecniche di jo, che sincronizza il movimento delle due mani, studiano la
relazione fra mani e piedi per trovare la giusta distanza di sicurezza con
il compagno; lo studio del bokken, invece, è la massima espressione
del giusto tempo d'entrata e di controllo.
L'Aikido porta a "sentire" la persona con la quale si pratica
non solo in senso fisico, ma soprattutto a livello mentale.
La padronanza di questo principio costituisce l'espressione più alta
dell'Arte e, attraverso la percezione, non guarda e non "mette in
guardia".
Quest'arte non è una ricerca della propria bravura per sfoggiarla agli
altri, ma è ricerca del proprio Io che porta alla creatività
per trasmetterla.
Se praticate l'Aikido non aspettatevi mai il grazie ma imparate a dirvelo.
Questa è la strada dell'armonia interiore e solo questa può
essere trasmessa perché
libera da ogni costrizione e senza amarezze. Quando soffrite per crescere
fatelo in silenzio, senza coinvolgere chi vi sta attorno:
"Fa più rumore un piccolo albero che cade, che mille alberi
che crescono".
Tale filosofia non si applica solo nella
pratica dell'Aikido, ma deve essere estesa anche alla vita quotidiana.
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