ASSOCIAZIONE ITALIANA AIKIDO
Presidenza: Mauro Terzi Capo scuola: Giampietro Savegnago
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 Aikido - Forme 
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   L'Aikido per tradizione si articola su tre modi di lavorare e tre ritmi diversi:

  • troviamo innanzitutto lo studio delle tecniche a mani nude con le varianti in suwariwaza (in ginocchio), in han-mihantachiwaza (uno in ginocchio l'altro in piedi) e in tachiwaza (entrambi in piedi)
  • tecniche di Jo (bastone)
  • tecniche di bokken (spada di legno)

   Lavorare a mani nude rappresenta la libertà di muoversi, mentre le tecniche di jo, che sincronizza il movimento delle due mani, studiano la relazione fra mani e piedi per trovare la giusta distanza di sicurezza con il compagno; lo studio del bokken, invece, è la massima espressione del giusto tempo d'entrata e di controllo.

   L'Aikido porta a "sentire" la persona con la quale si pratica non solo in senso fisico, ma soprattutto a livello mentale.

   La padronanza di questo principio costituisce l'espressione più alta dell'Arte e, attraverso la percezione, non guarda e non "mette in guardia".

   Quest'arte non è una ricerca della propria bravura per sfoggiarla agli altri, ma è ricerca del proprio Io che porta alla creatività per trasmetterla.

   Se praticate l'Aikido non aspettatevi mai il grazie ma imparate a dirvelo. Questa è la strada dell'armonia interiore e solo questa può essere trasmessa perché libera da ogni costrizione e senza amarezze. Quando soffrite per crescere fatelo in silenzio, senza coinvolgere chi vi sta attorno: "Fa più rumore un piccolo albero che cade, che mille alberi che crescono".
Tale filosofia non si applica solo nella pratica dell'Aikido, ma deve essere estesa anche alla vita quotidiana.

-- Giampietro Savegnago